Superbonus 110%: chi ha votato la misura e cosa vale nel 2026
Il Superbonus originale permetteva di detrarre il 110% delle spese per interventi di efficienza energetica e riduzione del rischio sismico. Questo significava che chi spendeva 100.000 euro per ristrutturare casa poteva recuperare 110.000 euro in 5 anni attraverso le detrazioni fiscali.
Nel 2026 la situazione è cambiata. La Legge di Bilancio 2026 ha modificato le percentuali e i tempi di recupero. Per i lavori iniziati entro il 31 dicembre 2025 e terminati entro il 30 giugno 2026, la detrazione è del 70%. Per i lavori che iniziano nel 2026, la percentuale scende al 65%.
Gli interventi ammessi nel 2026 rimangono quelli di efficienza energetica come cappotto termico, sostituzione caldaie, installazione pannelli solari e pompe di calore. Restano validi anche i lavori per la riduzione del rischio sismico.
Per accedere al Superbonus 2026 servono alcuni documenti: l'attestato di prestazione energetica (APE), il visto di conformità rilasciato da un commercialista o CAF, e l'asseverazione tecnica di un ingegnere o architetto. I lavori devono migliorare di almeno due classi energetiche l'edificio.
La cessione del credito e lo sconto in fattura sono stati limitati. Nel 2026 si può cedere il credito solo una volta a banche, intermediari finanziari o imprese di assicurazione. Non è più possibile la cessione multipla tra privati.
Come ti riguarda
Se hai una casa di proprietà e vuoi ristrutturarla, il Superbonus 2026 ti permette ancora di recuperare parte delle spese. Per i lavori iniziati quest'anno la detrazione è del 65%, quindi su una spesa di 50.000 euro recuperi 32.500 euro in 10 anni, cioè 3.250 euro all'anno di sconto sulle tasse. Se invece hai iniziato i lavori nel 2025 e li finisci entro giugno 2026, la detrazione sale al 70%: su 50.000 euro di spesa recuperi 35.000 euro, pari a 3.500 euro all'anno per 10 anni. Per accedere al bonus devi presentare domanda entro 90 giorni dalla fine dei lavori attraverso il sito dell'Agenzia delle Entrate, oppure puoi farlo tramite un CAF o commercialista.
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