Smart working nel 2026: regole e diritti per lavoratori
Per lavorare in smart working serve un accordo scritto tra te e l'azienda. Questo documento deve indicare dove puoi lavorare (casa, altri luoghi), gli orari, come funziona la disconnessione (cioè quando puoi spegnere telefono e computer) e chi paga le spese.
Le aziende private possono scegliere liberamente se offrire lo smart working. Non è un diritto automatico, tranne per alcune categorie: lavoratori fragili per motivi di salute, genitori con figli sotto i 14 anni (fino al 31 dicembre 2026 secondo l'ultima proroga), dipendenti che assistono familiari disabili.
Per la Pubblica Amministrazione, ogni ente deve avere un Piano del lavoro agile che stabilisce quanti dipendenti possono lavorare da casa e per quanti giorni a settimana. La regola generale è fino al 15% del personale, ma alcuni enti possono arrivare al 30%.
Sulle spese, l'accordo deve chiarire chi paga cosa. In genere l'azienda fornisce computer e telefono, mentre le spese di luce, gas e internet a casa restano a carico del lavoratore. Alcune aziende danno un rimborso mensile che va da 50 a 150 euro (dati provvisori 2026).
La sicurezza sul lavoro vale anche a casa. L'azienda deve informarti sui rischi e tu devi seguire le regole base: sedia e scrivania adeguate, illuminazione corretta, pause ogni due ore davanti al computer.
Per l'Agenzia delle Entrate, se lavori da casa non cambia nulla sulla tassazione dello stipendio. I rimborsi azienda per le spese di smart working non sono tassabili se previsti dall'accordo scritto e se sono ragionevoli rispetto ai costi sostenuti.
Come ti riguarda
Se sei un dipendente, puoi chiedere lo smart working ma l'azienda può dire no, tranne se hai figli sotto i 14 anni, problemi di salute certificati o assisti un familiare disabile. In questi casi hai diritto al lavoro agile fino al 31 dicembre 2026. Se lavori nella Pubblica Amministrazione, controlla se il tuo ente ha un Piano del lavoro agile attivo: puoi candidarti se ci sono posti disponibili. Per le spese, calcola che lavorando 3 giorni a settimana da casa spendi circa 30-40 euro in più al mese tra luce, gas e internet. Alcune aziende danno rimborsi da 50 a 150 euro mensili. Prima di iniziare, chiedi sempre l'accordo scritto che specifica orari, luoghi di lavoro e diritto alla disconnessione: senza questo documento non sei tutelato.
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