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Fisco e Tasse

Fattura elettronica 2026: i termini di invio obbligatori

Le fatture elettroniche devono essere inviate entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione. Chi non rispetta i tempi rischia sanzioni da 250 a 2.000 euro per ogni fattura in ritardo.
La fattura elettronica deve essere trasmessa al Sistema di Interscambio (SdI) dell'Agenzia delle Entrate entro il 15 del mese successivo a quello in cui è stata effettuata l'operazione. Questa regola vale per tutte le operazioni tra soggetti con partita IVA italiana, come stabilito dal decreto legislativo 127/2015 e successive modifiche. Ad esempio, se vendi un prodotto il 20 gennaio 2026, devi inviare la fattura elettronica entro il 15 febbraio 2026. Il calcolo è semplice: prendi la data dell'operazione, vai al mese successivo e la scadenza è sempre il giorno 15. Se il 15 cade in un giorno festivo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo seguente. Le fatture possono essere inviate anche prima del termine, ma mai dopo. Il Sistema di Interscambio è attivo 24 ore su 24, quindi puoi trasmettere le fatture in qualsiasi momento. Chi non rispetta questi tempi commette una violazione fiscale. Le sanzioni vanno da 250 euro a 2.000 euro per ogni fattura inviata in ritardo, come previsto dal decreto legislativo 471/1997 aggiornato per il 2026. La sanzione è ridotta a 125 euro se il ritardo non supera i 15 giorni e se nei due anni precedenti non ci sono state altre violazioni. Per le micro-imprese con fatturato annuo sotto i 400.000 euro, le sanzioni sono ridotte della metà. Esistono alcune eccezioni ai termini di invio. Le fatture per operazioni con la Pubblica Amministrazione devono essere inviate entro 10 giorni dall'operazione. Le fatture differite, quelle che riepilogano più operazioni dello stesso mese verso lo stesso cliente, possono essere inviate entro il 15 del mese successivo all'ultimo trasporto o prestazione. I professionisti che emettono parcelle possono inviare la fattura elettronica anche nel momento del pagamento, purché questo avvenga entro il termine del 15 del mese successivo alla prestazione.
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Come ti riguarda

Se hai una partita IVA e emetti fatture verso altri soggetti con partita IVA italiana, devi rispettare il termine del 15 del mese successivo all'operazione. Per ogni fattura inviata in ritardo rischi una sanzione minima di 250 euro, che può arrivare a 2.000 euro nei casi più gravi. Se hai una piccola impresa con fatturato sotto 400.000 euro annui, le sanzioni sono dimezzate ma restano comunque significative. Non devi fare nulla di particolare: basta utilizzare il tuo software di fatturazione abituale e verificare che invii automaticamente al Sistema di Interscambio entro i termini. Se gestisci le fatture manualmente, segna sempre sul calendario la scadenza del 15 del mese successivo per ogni operazione.

Dati dell'atto

Atto D.Lgs. 127/2015
Data 12/04/2026
Entra in vigore 01/01/2019
Fonte ufficiale: Keyword Research — Google Trends ↗

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