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Economia

Come sono cambiati i consumi degli italiani dal 1861 a oggi

L'ISTAT ha pubblicato uno studio sui consumi degli italiani dalla nascita dello Stato italiano fino al 2025. Il PIL pro capite è cresciuto di 12 volte, mentre la spesa delle famiglie è passata dai soli bisogni primari a una società dei consumi moderna.
Dal 1861 al 2025, l'Italia ha cambiato completamente il modo di spendere e consumare. Il PIL pro capite (cioè la ricchezza prodotta per ogni italiano) è cresciuto di oltre 12 volte in 164 anni. La crescita più forte è avvenuta dopo il 1951: in 74 anni il PIL è aumentato di 6 volte, nonostante gli ultimi 20 anni di stagnazione economica. Anche i consumi privati pro capite (quanto spende ogni italiano per i propri bisogni) seguono lo stesso andamento: sono raddoppiati nei primi 90 anni dopo l'Unità d'Italia, poi sono aumentati di 5 volte dal 1951 a oggi. Negli ultimi anni la pandemia da Covid-19 ha fatto calare i consumi, seguita da un recupero frenato dall'inflazione che ha ridotto il potere d'acquisto. Dall'Unità al secondo dopoguerra (1861-1951) l'Italia era un paese rurale e agricolo, con alti tassi di analfabetismo e grande povertà soprattutto nel Sud. La maggior parte degli italiani viveva di sussistenza e spendeva quasi tutto per bisogni primari: cibo, vestiti essenziali, affitto e manutenzione della casa. Nelle campagne molti producevano da soli quello che consumavano, e la dieta era povera di grassi e proteine. Per l'energia si usavano legna, carbone e scarti agricoli. Dopo la Prima guerra mondiale ci fu una breve ripresa negli anni Venti, ma la grande depressione degli anni Trenta e la Seconda guerra mondiale riportarono il paese in povertà. Nel 1946 il PIL pro capite era più basso del 1913. Il boom economico iniziò dopo la Seconda guerra mondiale, nonostante le infrastrutture distrutte, la disoccupazione alta e l'inflazione elevata. In 20 anni l'Italia divenne uno dei primi 10 paesi industrializzati del mondo. Nel 1953, secondo la prima indagine ISTAT sui bilanci delle famiglie, il 52,4% della spesa era destinato a generi alimentari, bevande e tabacchi. Quasi l'80% serviva per soddisfare i bisogni primari di cibo, vestiti e casa. Oggi alimentari e tabacchi rappresentano solo il 20,9% della spesa totale delle famiglie, mentre è aumentato il peso di altri beni e servizi. Già nel 1963, con una spesa cresciuta del 30,6% in termini reali rispetto al 1953, l'automobile diventò il simbolo del nuovo benessere economico italiano.
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Come ti riguarda

Se sei una famiglia media italiana, questo studio ti mostra come è cambiato il modo di spendere negli ultimi 165 anni. Oggi destini circa il 21% del budget familiare a cibo, bevande e tabacchi, contro il 52% di una famiglia del 1953. Se una famiglia nel 1953 spendeva 100 euro al mese, 52 euro erano solo per mangiare e bere, mentre oggi su 100 euro solo 21 vanno per gli alimentari. Il resto lo puoi spendere per auto, viaggi, tecnologia, tempo libero e servizi che nel 1953 non esistevano o erano lussi irraggiungibili. Questo significa che hai molte più scelte rispetto ai tuoi nonni o bisnonni, ma anche che i tuoi bisogni sono diventati più complessi e costosi.

Dati dell'atto

Data 19/04/2026
Fonte ufficiale: ISTAT ↗
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