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Lavoro

Cassa integrazione INPS 2026: importi, durata e come fare domanda

La cassa integrazione è un sostegno economico per i lavoratori dipendenti quando l'azienda sospende o riduce l'attività lavorativa. Nel 2026 l'INPS gestisce tre tipi: ordinaria, straordinaria e in deroga.
La cassa integrazione è un aiuto economico che ricevono i lavoratori dipendenti quando la loro azienda non può farli lavorare normalmente. Può succedere per crisi temporanee, ristrutturazioni o eventi eccezionali come terremoti o pandemie.

Esistono tre tipi di cassa integrazione. La cassa integrazione ordinaria (CIGO) serve per problemi temporanei dell'azienda, come mancanza di commesse o guasti agli impianti. Possono richiederla le aziende industriali con più di 15 dipendenti e quelle edili con più di 5 dipendenti. La cassa integrazione straordinaria (CIGS) serve per ristrutturazioni, riorganizzazioni o crisi aziendali più gravi. Possono chiederla le aziende industriali con più di 15 dipendenti. La cassa integrazione in deroga serve per situazioni eccezionali non coperte dagli altri due tipi. Possono richiederla tutte le aziende, anche quelle più piccole.

L'importo della cassa integrazione è l'80% della retribuzione normale del lavoratore. Però non può superare un tetto massimo mensile. In attesa di aggiornamento per il 2026, i valori si riferiscono al 2025 e potrebbero essere soggetti a rivalutazione: il tetto era di 1.350 euro al mese per stipendi fino a 2.600 euro, e di 1.050 euro per stipendi più alti.

La durata massima cambia per tipo. La CIGO dura massimo 13 settimane in un anno, estendibili a 52 settimane in casi particolari. La CIGS dura da 12 a 24 mesi, a seconda del motivo della richiesta. La cassa in deroga ha durate stabilite di volta in volta dal governo.

La domanda la presenta sempre l'azienda, mai il singolo lavoratore. L'azienda deve inviarla all'INPS prima dell'inizio della sospensione o entro 25 giorni dalla fine. Deve anche informare i sindacati e fare un accordo con loro. I lavoratori ricevono i soldi direttamente dall'INPS sul loro conto corrente, di solito entro 60-90 giorni dalla domanda.

Durante la cassa integrazione il lavoratore mantiene il posto di lavoro e continua a maturare contributi pensionistici, anche se ridotti. Non può essere licenziato tranne in casi gravissimi. Può anche cercare un altro lavoro temporaneo, ma deve comunicarlo all'INPS.

La normativa principale è contenuta nel Decreto Legislativo 148/2015, modificato dalla Legge di Bilancio 2026. Le procedure sono regolate dalle circolari INPS che vengono aggiornate ogni anno.
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Come ti riguarda

Se sei un lavoratore dipendente in un'azienda che attraversa difficoltà, potresti trovarti in cassa integrazione. Questo significa che continui ad avere un lavoro ma ricevi uno stipendio ridotto direttamente dall'INPS invece che dal tuo datore di lavoro. Se il tuo stipendio normale è di 1.500 euro netti al mese, in cassa integrazione riceverai l'80%, cioè circa 1.200 euro al mese (importo da verificare - dati provvisori per il 2026). Non devi fare nulla tu: è la tua azienda che presenta la domanda all'INPS e ti informa quando inizia il periodo di cassa integrazione. Durante questo periodo puoi anche cercare un altro lavoro temporaneo, purché lo comunichi all'INPS.

Dati dell'atto

Atto D.Lgs. 148/2015
Data 19/04/2026
Entra in vigore 01/01/2026
Fonte ufficiale: Keyword Research — Google Trends ↗

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