Agricoltura: nuove aliquote contributive per il 2026
L'INPS ha fissato le aliquote contributive 2026 per i datori di lavoro agricoli. Le percentuali variano dal 30,50% al 32,30% a seconda del tipo di azienda.
L'INPS ha pubblicato il 7 aprile 2026 la circolare numero 43 che stabilisce quanto devono versare i datori di lavoro del settore agricolo per i contributi previdenziali dei loro dipendenti. Per gli operai agricoli con contratto a tempo determinato (cioè stagionali) e indeterminato (fisso), l'aliquota contributiva complessiva è del 30,50%. Di questa percentuale, l'8,84% viene trattenuto direttamente dalla busta paga del lavoratore, mentre il resto lo paga il datore di lavoro. Per le aziende agricole che hanno processi produttivi di tipo industriale (cioè che trasformano i prodotti agricoli), l'aliquota sale al 32,30%, sempre con l'8,84% a carico del dipendente. Le cooperative e i consorzi agricoli devono versare anche i contributi per la NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego), che è l'indennità di disoccupazione, ma solo per gli operai con contratto a tempo indeterminato. Per chi lavora part-time nel settore agricolo, il contributo minimo è stato fissato a 8,94 euro l'ora. Dal 1° gennaio 2026 è attiva anche la contribuzione INAIL (per gli infortuni sul lavoro) nella misura dell'8,5%. Le agevolazioni per le diverse zone geografiche del settore agricolo restano le stesse del 2025.
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Se sei un operaio agricolo a tempo determinato o indeterminato, dalla tua busta paga viene trattenuto l'8,84% dello stipendio per i contributi previdenziali. Se guadagni 1.200 euro lordi al mese, ti vengono trattenuti circa 106 euro per i contributi INPS. Se lavori part-time in agricoltura, il tuo datore di lavoro deve versare almeno 8,94 euro l'ora di contributi, indipendentemente da quanto guadagni effettivamente. Non devi fare nulla: le trattenute sono automatiche e vengono gestite dal datore di lavoro che provvede a versarle all'INPS.